Pesaro, un agente penitenziario si è tolto la vita




Cronaca, Pesaro Urbino | Simone Casadei | 25 maggio 2010 alle 17:46

Si chiamava Antonio Smacchia l’assistente capo della Polizia penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Pesaro, che questa mattina si è suicidato. L’uomo, 44 anni, si è tolto la vita all’interno della propria abitazione a Serravalle di Carda, presso la quale stava trascorrendo la convalescenza dopo un incidente stradale.

La scoperta è stata fatta dalla portalettere che ha visto del sangue uscire da sotto al portone della casa dell’uomo. All’arrivo dei soccorsi, l’uomo era ancora agonizzante ma a nulla è servito il trasporto all’ospedale, dove l’agente è giunto già privo di vita.

Commentando la vicenda, il segretario generale della UILPA Penitenziari, Eugenio Sarno, ha dichiarato: “Non ci sono parole, se non un senso di vuoto, smarrimento e dolore. Ho personalmente voluto testimoniare il nostro cordoglio al Comandante del reparto di polizia penitenziaria, Commissario Riccardo Secci, che ho trovato molto provato e affranto.  Alla famiglia e ai colleghi di Pesaro va la nostra vicinanza e solidarietà. Questo di Pesaro è il quarto suicidio di agenti penitenziari di quest’anno, tutti accaduti in questo maledetto mese di maggio. Appena qualche giorno fa avevamo invitato il capo del DAP a convocarci sul disagio lavorativo. Ancora una volta la risposta è stato un assordante silenzio. Di più non voglio aggiungere - ha concluso il sindacalista – ma è chiaro che c’è un problema , ed anche grave, di gestione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”.

Cordoglio e solidarietà sono stati espressi anche dal Consigliere regionale Giancarlo D’Anna (Pdl): “Un fenomeno preoccupante quello dei suicidi degli agenti di polizia penitenziaria – ha commentato il consigliere – che alcuni collegano anche alle condizioni di lavoro degli agenti. Nelle mie visite nei carceri mi sono reso conto che in effetti troppo spesso gli agenti, in numero non adeguato rispetto a quanto previsto, sopportano turni massacranti che sicuramente non incidono positivamente sulla salute fisica e mentale degli agenti stessi”.

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Articolo scritto da Simone Casadei

Simone Casadei Simone Casadei classe 1976, nato ad Urbino (PU), vissuto in giro per il mondo, ora di stanza a Fano (PU). Abbandonata con sollievo la carriera da bancario, adesso si guadagna da vivere facendo il consulente di direzione aziendale, come libero professionista.
Sito: http://www.simonecasadei.net


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